LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO
DI HEGEL

“Tutto ciò che è reale è razionale, tutto ciò che è razionale è reale”
Mai opera fu più criticata della Fenomenologia dello spirito di Georg Wilhelm Fiedrich Hegel, comparsa esattamente 200 anni fa e destinata ad influenzare la cultura di tutto il mondo. Per Hegel la filosofia non è teoria e speculazione astratta, che scopre la verità nell’iperuranio della ragione; non deve modellarsi su un sapere di tipo matematico; né deve essere espressione del sentimento puro. La filosofia è dialettica, mobilità, cammino della coscienza che si arricchisce continuamente in un processo circolare e pertanto diventa autocoscienza.
“L’unico punto, per ottenere il progresso scientifico - e intorno alla cui semplicissima intelligenza bisogna essenzialmente adoprarsi - è la conoscenza di questa proposizione logica, che il negativo è insieme anche positivo, ossia che quello che si contraddice non si risolve nello zero, nel nulla astratto, ma si risolve essenzialmente solo nella negazione del suo contenuto particolare… Codesta negazione è un nuovo concetto, ma un concetto che è superiore e più ricco che non il precedente… Contiene dunque il concetto precedente, ma contiene anche di più, ed è l’unità di quel concetto e del suo opposto.”
Nel presente, in cui forti sono l’irrazionalismo e la immediatezza concreta del reale, quale valore può assumere ancora la rivendicazione della funzione costitutiva del pensiero rispetto al vuoto dei valori e alla caduta delle ideologie? Bisogna partire dal singolo o dal collettivo, per modificare lo Spirito dell’uomo? Oppure da entrambi?
Frate Amelio






