domenica, 06 gennaio 2008

PER LA PACE PERPETUA

Immanuel Kant

“Agisci in modo da poter volere che la tua massima debba diventare una legge universale”                      Immanuel Kant, Per la pace perpetua


Nel 2008 cade il 60° della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948 e promossa dalle Nazioni Unite. Dietro il raggiungimento di questo importante obiettivo, spesso e tuttora calpestato, c’era stato un grandissimo dibattito filosofico che aveva visto l’impegno di grandi filosofi europei, e in particolare Locke, Rosseau, Voltaire, Kant.
Kant prese le mosse da una concezione ottimistica della storia, ipotizzando che  i mali stessi derivanti all’umanità dalla barbarica libertà degli stati avrebbero spinto i popoli a creare istituzioni sovranazionali in grado di imporre il diritto cosmopolitico. Teoria che si è verificata in pratica con le organizzazioni internazionali, ma che però non ha garantito quella pace perpetua da lui preconizzata, nell’opera dall’omonimo titolo “La pace perpetua” (1795), in tedesco Zum ewigen Frieden.

Pagina manoscritta  di Per la pace perpetua

Secondo il filosofo di Königsberg, la democratizzazione degli stati avrebbe impedito il moltiplicarsi delle guerre, che negli stati retti da organi monocratici sono facili da dichiarare, mentre in nazioni rette dal popolo vanno ponderate e difficilmente possono convenire. La pace universale, quindi, è lo scopo finale della dottrina del diritto:

 “Infatti lo stato di pace è l’unico in cui il mio e il tuo siano garantiti da leggi in una moltitudine di uomini vicini gli uni agli altri e per conseguenza riuniti sotto una  costituzione”

E’ nello scritto Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo?, composto da Kant, man mano che lo andava illustrando agli studenti nel passeggiare nel cortile dell'Università, che viene indicata la strada maestra per risolvere i problemi: uscire dalla minorità intellettuale, tanto più grave quanto essa dipenda da pigrizia e viltà, allorquando ci si rifiuta di ragionare con la propria testa, per non urtare suscettibilità, per quieto vivere, per comodità. Kant accusa l’uomo “minorenne” per scelta, ma “maggiorenne” per professione, di creare sconquassi sociali.

“Dopo aver reso stupido il loro bestiame e aver impegnato ogni cura perché questi tranquilli esseri non osino muovere un passo fuori del girello da bambini in cui li hanno rinchiusi, essi mostrano il pericolo che minaccia chiunque s’arrischi a camminare da solo. In verità il pericolo non è grande e, dopo qualche capitombolo, i minorenni alla fine imparerebbero a camminare. E’ indiscutibile però che un incidente di questo genere li rende timidi e li dissuade generalmente da ogni ulteriore tentativo”  

“Il militare dice: non ragionate, ma fate l’esercizio! L’agente delle tasse dice: non ragionate, ma pagate! Il prete dice: non ragionate, ma credete!”

Cortile dell
Il pericolo dell’indottrinamento, il rifiuto, la viltà e la pigrizia, fanno sì che l’umanità diventi inerte e resti in stato  di passività intellettuale: situazione che arieggia quella del consumatore della società globale di ora, la cui unica parola d’ordine, impostagli dallo Stato e dal Mercato è: Non ragionate, ma consumate!
Secondo Kant l’uomo ha la possibilità in sé d’uscire dalla barbarie e dalla minorità, purchè le istituzioni non lavorino intenzionalmente a mantenerli tali.
Pur se in tanti argomenti il pensiero critico di Kant mostra le utopie e i limiti della società sttecentesca, esso si dimostra attuale quanto mai ad evidenziare lo stato dell’umanità e dell’irrazionalità operativa degli stati, anche sovranazionali, che sembrano proporre petizioni di principio, valide sulla carta, ma non applicate assai spesso nella pratica.
Per una pace perpetua l’unica soluzione è la via della ragione indicata da Kant, sgombrando le menti dalle aporie e rendendo i popoli adulti e liberi di autodeterminarsi. Ma i potenti della terra, ivi inclusi i magnati della finanza e del mercato, lo consentiranno? Il 60°  della Dichiarazione Universale dei Diritti  dell'Uomo rischia di essere ancora una volta una mera celebrazione.

Frate Amelio

postato da: Lucciola29 alle ore 22:08 | Permalink | commenti (24)
categoria:pace, filosofia, diritti umani, kant