CON L’ARRIVO DEI MAGI
LA NASCITA DI UN ANNO NUOVO
(Risposta all’Arcivescovo di Canterbury)
Cavalcano ignari
- non importa
se son storia o leggenda -
inseguendo negli astri
il miracolo che si ripete,
Baldassare, Gaspare e Melchiorre,
guidati da una magica stella
invisibile soltanto agli occhi
di chi non crede
o di chi non vuole vedere.
Ogni anno, su veloci dromedari
portano nello scrigno segreto
oro, incenso e mirra
per il piccolo Re.
Nascita, rinascita:
di queste parole
ha ancora bisogno il mondo
per cambiare se stesso.
Il senso regale della nascita
e la divina sapienza
sono ancora i visibili segni
della nostra umanità;
li portiamo dentro
nell’ involucro mortale,
ma non si possono barattare
con vile denaro;
nè la forza arrogante delle armi
(o l’onnipotente presuntuosa ragione)
può sradicarli dal nostro petto
cancellandone i sogni.
Guai ai potenti d’ogni specie,
agli Erodi della terra
che ignorano il messaggio
e seminano odio e distruzione
e stragi e ira di figli innocenti.
L’uomo può rinascere in terra,
nella propria coscienza
con l’impagabile sogno di bellezza;
fare della vita un viaggio senza fine,
ritrovare nel perenne mutamento
oro, incenso, mirra;
creare oasi di pace
dove alligna la guerra,
amare i propri fratelli
e sentire suo il colore della loro pelle.
Monito ai tanti vescovi di Canterbury
e agli ottusi fondamentalisti
e agli uccisori di libertà e fantasia:
la leggenda diventa storia
e la storia è leggenda indiscutibile
perché resiste nel cuore del tempo
e si rinnova di generazione in generazione
purificandosi ogni anno
nell’animo della gente
in tutte le parti del globo.
Abbiamo bisogno di cuori sempre nuovi
che vogliono ancora pulsare
e non piegarsi alle lusinghe dell’effimero
e alla protervia dei dispotismi
e alla predicazione dei fanatismi.
Ancora la Nascita ci annuncia
un sogno di fraternità, di amore,
di perseguimento di giustizia.
Frate Amelio
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LA TOLLERANZA DI JOHN LOCKE
L’Arcivescovo di Canterbury ha affermato recentemente che “i Re Magi sono una leggenda”. Ha negato, tra l’altro, anche la presenza nella mangiatoia del bue e dell’asinello. La notizia ha fatto il giro del mondo, colpendo l’immaginario collettivo. Tuttavia l’affermazione non è il frutto di dimostrazioni probatorie o di fatti acclarati, ma di mere deduzioni. Per cui desta meraviglia questa presa di posizione, radicalmente “empirica”, che viene quasi a scardinare “una tradizione”, che si fonda su basi concrete e rivive nel cuore della gente e dell’arte di tutto il mondo. Rispondere a tutto con l’onnipotenza di una Ragione demolitrice significa svilire la fantasia e il sogno dell’uomo, che sono poi il nutrimento della stessa Ragione.

La migliore risposta, oltre all’arte eccelsa di grandi pittori, la fornisce il padre dell’empirismo inglese, John Locke, il quale pur negando l’innatismo e riportando la conoscenza umana all’esperienza, riconosce come fatto umano il valore della fede e della rivelazione, al di là dell’esperienza.

“Dove i principi della ragione non hanno dimostrato che una proposizione è certamente vera o falsa, là una rivelazione chiara, come diverso principio di verità e base dell’assenso, giustamente potrà determinare lo spirito; e così potrà trattarsi di una questione di fede superiore al tempo stesso alla ragione” JOHN LOCKE
I RE MAGI E LA NATIVITA'




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