
Frate Amelio

FILOSOFO PRATICANTE

Dicono che il filosofo greco Talete fosse caduto in una buca, mentre guardava gli astri e andava svolgendo mentalmente le sue elucubrazioni filosofiche. Ciò destò l’ilarità di una schiava presente all’accaduto, divertita da un così banale accidente capitato a un gran cervellone. Questo incidente di percorso non impedì al filosofo di applicare i suoi principi e di ricavarne grandi ricchezze. Prevedendo infatti nell’anno successivo un grande raccolto di ulive, comprò tutti i frantoi in circolazione a prezzo bassissimo, che rivendette con fortissimi guadagni l’anno successivo.
Socrate, invece, che fece camminare la filosofia, mantenendola coi piedi per terra,
non potè sottrarsi alla morte, per non aver non rinnegato i suoi principi e il grande messaggio universale d’umanità che voleva portare. Il merito dei due filosofi fu grandissimo. La scienza di Talete fu di grande ausilio all’uomo dal punto di vista pratico, mentre l’umanizzazione della cultura di Socrate mise al centro della natura l’uomo e affermò l’importanza del suo pensiero. L'uomo capì che poteva affrancarsi dalla sua schiavitù e poteva essere artefice del suo destino.
Frate Amelio, in questo post iniziale, vuole ricordare l’importanza di apprendere dall’esperienza, nell’affrontare l’enorme complessità della vita quotidiana, ma anche segnalare l'importanza di servirsi della ragione. Esperienza e ragione sono due piloni portanti in una società che diventa sempre più irrazionale, consumistica e carente di valori. La vita è imprevedibile, e nel perseguimento dei nostri fini valgono sempre le motivazioni di fondo che ci fanno muovere verso la conoscenza. Ecco perché definisco filosofi praticanti coloro che aspirano a raggiungere un loro sogno di saggezza, concreto e realizzabile, privo di astrattezza e di retorica. La filosofia così intesa diventa uno stile di vita e deve far leva sulla psicologia, per poter sconfiggere le paure e le angosce del presente.
Frate Amelio